La misura di `html`. Sedici è quella di fabbrica di ogni browser; dieci e 62,5% sono le due scorciatoie che si incontrano più spesso.

La misura dell’elemento GENITORE, che è quello a cui `em` si riferisce. Quando coincide con la radice, `em` e `rem` danno lo stesso numero — ed è il caso in cui scambiarli non si vede.

La scala tipografica a partire dal valore
PassopxremCopia
-213,50,8438
-1181,125
0241,5
+1322
+242,672,6667
+356,893,5556
+475,854,7407
+5101,146,321

`rem` guarda la radice del documento e vale lo stesso dappertutto — è il motivo per cui si usa. `em` guarda il contesto, quindi si compone: mezzo em dentro un elemento da 1,5em dentro uno da 2em non è mezzo di niente.

I rapporti sono frazioni esatte — 5:4, 4:3, 3:2 — e non i decimali arrotondati che si trovano in giro. Su sei passi «×1,333» accumula: 5,610233 contro 5,618656 della quarta vera, cioè tredici centesimi di pixel sul gradino più alto con base sedici. Poco, e comunque poco che si porta dietro il dubbio.

Tutto avviene nel tuo browser: nessun dato viene inviato da nessuna parte.

Come funziona

  1. Scrivi il numero che hai, nella casella dell'unità che hai. Le altre due seguono.
  2. Se la radice non è a 16, cambiala: e se ti servono gli em, dì anche quanto misura il contesto.
  3. Sotto c'è la scala tipografica che parte da quel valore: il passo zero è sempre il tuo numero.

Perché serve

Perché è un conto banale che si fa venti volte in un pomeriggio e che si sbaglia comunque, sempre allo stesso modo: usando la base sbagliata.

E perché la seconda domanda arriva subito dopo la prima. Convertito il valore, quello che serve non è il valore — è la scala intorno a lui: se il titolo è 34 px, quanto deve essere il sottotitolo, e quanto la didascalia.

Su rem ed em, che non sono la stessa cosa

rem guarda la radice del documento — l’elemento html — e vale lo stesso dappertutto. È esattamente il motivo per cui si usa: una misura in rem non dipende da dove la scrivi.

em guarda il contesto, cioè la dimensione dell’elemento genitore. Quindi si compone: mezzo em dentro un elemento da 1,5em dentro uno da 2em non è mezzo di niente, è mezzo di tre volte qualcos’altro.

Per questo qui ci sono due basi e non una. Con una sola, lo strumento risponderebbe alla domanda sugli em usando la radice — che è la risposta giusta soltanto quando il contesto è la radice, cioè proprio nel caso in cui scambiare le due unità non si vede.

Questo sito conosce bene la trappola da un’altra parte: calc(1em * qualcosa) è giusto solo dove l’elemento eredita la misura, e dove invece la dichiara, 1em è la misura del genitore e il fattore cade sul numero sbagliato.

Sulla scala, e sui suoi rapporti

I tre rapporti sono intervalli musicali, e non è una coincidenza da salotto: la scala modulare in tipografia è nata copiando l’armonia. La terza maggiore è 5:4, la quarta giusta 4:3, la quinta giusta 3:2 — ed è la stessa quinta 3:2 che il drone di questo sito suona sopra la fondamentale, per la stessa ragione: sono rapporti che l’occhio e l’orecchio leggono come ordine invece che come caso.

Sono scritti come frazioni, non come i decimali arrotondati che si trovano in giro. «×1,333» è la quarta giusta arrotondata, e su sei passi l’arrotondamento si accumula: 5,610233 contro 5,618656 della quarta vera, cioè tredici centesimi di pixel sul gradino più alto con base sedici. È poco. Ma è poco che si porta dietro il dubbio, e la frazione non costa niente.

Il passo zero è sempre il numero da cui parti. Una scala che non contiene il valore da cui è stata generata è la scala di qualcos’altro.

Sui decimali

I valori in rem si mostrano con quattro decimali e non due, e c’è un motivo pratico: su una base da sedici, un pixel vale 0,0625rem. Con due decimali diventerebbe 0,06 — che riconvertito non dà più un pixel. Un convertitore che non fa il giro non è un convertitore.

Sui tuoi dati

Tutto avviene nel tuo browser. Questo sito è fatto di file statici e non ha un server a cui mandare qualcosa, anche volendo.

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