Metti le cuffie prima di accendere. Con gli altoparlanti aperti il suono rientra nel microfono e parte un fischio che cresce da solo.

I nomi degli apparecchi compaiono dopo il primo consenso. I filtri del browser — cancellazione dell’eco, riduzione del rumore, guadagno automatico — sono chiesti spenti: sono fatti per la voce in una videochiamata e su una chitarra tolgono proprio quello che si vuole sentire.

Tutto avviene nel tuo browser: niente viene inviato da nessuna parte.

Canale

Arrotonda i picchi e lascia stare il resto.

Chiude l’ingresso quando non stai suonando. Due soglie e non una: si apre a −45 dB e si richiude solo sotto −55, così un segnale che balla intorno alla soglia non fa pulsare il fruscio.

Latenza

Il browser non la dichiara.

È il ritardo fra la corda e la cuffia, dichiarato dal browser. Serve per esplorare suoni: la latenza di un browser non sostituisce un amplificatore vero.

Registrazione

Non registra la chitarra pulita accanto a quella processata, non salva i tuoi settaggi e non ha un accordatore: quello è un’altra pagina. Il cabinet è fatto di filtri, non di una risposta all’impulso registrata.

Come funziona

  1. Metti le cuffie: con gli altoparlanti aperti parte un fischio.
  2. Scegli l'ingresso a cui è collegata la chitarra e accendi.
  3. Scegli il canale, poi regola guadagno, bassi, alti e volume.
  4. Premi Registra per catturare quello che senti, e scaricalo.

Prima di tutto: le cuffie

Questo strumento manda l’ingresso audio negli altoparlanti — è la sua funzione. Con gli altoparlanti aperti il suono rientra nel microfono, viene amplificato di nuovo, rientra ancora, e in due secondi è un fischio che cresce da solo.

Con le cuffie non succede. È l’unico avviso di questa pagina che non è una nota a margine.

Cosa fa

Prende quello che entra dalla scheda audio e ci costruisce sopra la catena di un amplificatore: guadagno, distorsione, controllo di tono, volume e cassa. Tre canali cambiano il tipo di distorsione — non solo la quantità — e ognuno arriva con il suo tono e il suo gate.

I tre canali

Clean arrotonda i picchi e lascia stare il resto: comprime di circa un ottavo a metà scala, che è quanto basta perché suoni come un amplificatore e non come un cavo.

Rock è un crunch: distorce quando spingi e si pulisce quando alleggerisci il tocco. È il canale che risponde di più alla mano.

Metal è alto guadagno, con i bassi tolti prima della distorsione e il gate acceso. I bassi si tolgono prima perché un basso tenuto dentro una distorsione forte diventa fango: ogni amplificatore high-gain ne ha meno all’ingresso di quanti ne abbia all’uscita.

Le tre curve sono tre punti della stessa famiglia, con una sola manopola — la durezza. Non è una semplificazione: è quello che permette di dire, e di verificare, che il metal comprime più del rock e il rock più del pulito. Tre formule scollegate sarebbero tre posti in cui sbagliare lo zero.

Sul cabinet

Un altoparlante da dodici pollici in una cassa chiusa non passa quasi niente sopra i cinquemila hertz. Sono quei seimila hertz a fare la differenza fra «chitarra distorta» e «radio rotta»: senza cassa, una distorsione ha armoniche fino in cima e suona come un ronzio.

Qui la cassa è fatta di filtri e non di una risposta all’impulso registrata, perché una risposta all’impulso è un file audio da scaricare e questo sito non scarica campioni. È quello che facevano tutti prima delle IR, e basta per capire se un suono è quello giusto.

Sul gate

Chiude l’ingresso quando non stai suonando, che ad alto guadagno è la differenza fra una pausa e un fruscio.

Due soglie e non una. Si apre a −45 dB e si richiude solo sotto −55: con una soglia sola un segnale che le balla intorno aprirebbe e chiuderebbe a ogni misura, e il fruscio che il gate doveva togliere diventerebbe un fruscio che pulsa.

Sulla latenza

Il numero in pagina è quello che il browser dichiara: il ritardo del suo grafo audio più quello della scheda, quando lo espone. Firefox non espone il secondo, e allora il numero è dichiarato come stima per difetto invece di essere completato a caso.

Sotto i dieci millisecondi non si sente; sopra i venti si suona male. Serve per esplorare suoni: la latenza di un browser non sostituisce un amplificatore dedicato, e questa riga è qui perché non lo scopra qualcuno provando a registrare una parte a tempo.

Sulla registrazione

Registra l’uscita processata — quello che senti, cassa compresa. Si riascolta nella pagina e si scarica.

Il formato dipende dal browser e è scritto accanto al file: quasi sempre Opus dentro un contenitore WebM. Un file scaricato senza sapere che cos’è è un file che poi non si apre.

Su cosa non c’è

Non registra la chitarra pulita accanto a quella processata, non salva i settaggi e non ha un accordatore: quello è un’altra pagina.

Sui tuoi dati

Tutto avviene nel tuo browser. L’audio non viene inviato da nessuna parte, e la registrazione resta in memoria finché non la scarichi o non chiudi la pagina.

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