Che accordo è
Premi le note su due ottave di tastiera e ottieni il nome dell'accordo, sigla e per esteso, con il rivolto quando il basso non è la fondamentale.
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Accendi le note che hai suonato e ottieni le tonalità che le contengono, ordinate, con le note che restano fuori e quelle che non hai ancora toccato.
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Le note che hai suonato
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Tonalità compatibili
Premi le note che hai suonato e l’elenco compare qui sotto.
L’ordine mette prima chi lascia fuori meno note, poi la scala più piccola: cinque note che contengono tutto quello che hai suonato dicono più di sette.
Una tonalità maggiore e la sua relativa minore hanno le stesse note: escono tutte e due, la maggiore per prima.
Le stesse sette note si leggono anche come Re dorico, Mi frigio e altre quattro: sono la stessa scala letta da un’altra nota. Quale sia il centro lo decide come suona, non quali tasti hai premuto, e qui non si indovina.
La grafia è quella con meno alterazioni: Mi♭ maggiore e non Re♯ maggiore, che chiederebbe un doppio diesis.
Gli dai delle note e ti dice in quali tonalità stanno. Per ognuna scrive i gradi con la grafia giusta, quali delle tue note restano fuori dalla scala e quali note della scala non hai ancora suonato.
Serve quando hai appena suonato qualcosa e non sai come si chiama, quando devi accompagnare un pezzo di cui conosci solo la melodia, o quando vuoi sapere quale nota ti manca per chiudere una scala.
In cima c’è chi lascia fuori meno note. Se una scala contiene tutto quello che hai suonato viene prima di una che ne perde una, sempre.
A parità, vince la scala più piccola. Cinque note che contengono esattamente quello che hai suonato dicono più di sette: se hai premuto Do Re Mi Sol La, la pentatonica di Do è una risposta più precisa di Do maggiore. Do maggiore resta più in basso, e porta con sé le due note che non hai toccato.
Una nota fuori scala non fa sparire la riga. Viene scritta separatamente, col nome che avrebbe in quella tonalità. Una scala che spiega sei note su sette è spesso la risposta giusta con dentro una nota di passaggio.
Do maggiore e La minore hanno le stesse identiche note. Non c’è modo di sceglierne una guardando i tasti premuti, quindi l’elenco le dà tutte e due, con la maggiore per prima. Vale anche fra le pentatoniche: quella minore di Do e quella maggiore di Mi♭ sono la stessa cosa scritta da due punti di partenza.
Le sette note bianche sono Do maggiore e sono anche Re dorico, Mi frigio, Fa lidio, Sol misolidio, La eolio e Si locrio. Sono la stessa scala letta da una nota diversa, e quale sia il centro non sta nelle note premute: sta in quale suona come casa, cioè in come il pezzo comincia, come finisce e su cosa si appoggia.
Un elenco che mettesse i sette modi in cima non ordinerebbe niente — sarebbero sette righe identiche. Quindi non ci sono, ed è una scelta, non una lacuna.
Le note si scrivono con meno alterazioni possibili. Mi♭ maggiore e non Re♯ maggiore, che chiederebbe un Fa doppio diesis; Re♭ maggiore e non Do♯ maggiore, che avrebbe sette diesis invece di cinque bemolli.
I tasti della tastiera invece portano sempre il diesis, perché lì stai indicando un’altezza e non ancora una tonalità.
Niente suono: da qui non si sente niente. Niente riconoscimento dal microfono. Niente modi, per la ragione scritta sopra. Le scale sono sei — maggiore, minore naturale, minore armonica, le due pentatoniche e il blues — cioè le stesse che Carta da musica sa disegnare, così quello che trovi qui si apre di là senza traduzioni.
Tutto avviene nel tuo browser. Non viene inviato niente da nessuna parte e non viene salvato niente.
Premi le note su due ottave di tastiera e ottieni il nome dell'accordo, sigla e per esteso, con il rivolto quando il basso non è la fondamentale.
Collega la chitarra e suona nel browser. Tre canali, tono, cabinet simulato e una registrazione da riascoltare e scaricare.
Una nota alla volta sul pentagramma, tu dici quale. Chiave di violino e di basso, tre livelli, punteggio, serie e tempo medio.