Tiro di dadi
Dadi in notazione XdY, con modificatori, tieni i migliori, vantaggio e svantaggio, e la cronologia della serata.
strumenti / test-click
Quanti click al secondo riesci a fare, e quanto ci metti a reagire a un segnale, con la media su cinque tentativi.
Gratuito, nel browser, senza account
— CPS
Sta solo in memoria: ricaricando la pagina sparisce. Un record che si conserva è una classifica, e questa è una prova.
Con il mouse o con la barra spaziatrice. Fanno la stessa cosa.
Il verde arriva fra un secondo e mezzo e quattro secondi, a caso: sotto, si potrebbe contare.
Un tentativo è nullo se il click arriva prima del verde, e anche se arriva meno di un decimo di secondo dopo: sotto quella soglia non è una reazione, è un anticipo andato bene. Il segnale deve attraversare la retina, il nervo ottico e la corteccia prima ancora che il dito decida.
I tentativi nulli non entrano nella media ma si contano. Scartarli e basta vorrebbe dire poter battere a caso finché non esce un numero buono.
Il tempo è preso da performance.now(), che è monotono e non salta se l’orologio di sistema viene aggiustato. Resta il ritardo dello schermo e quello del mouse, che ci sono per tutti e non si possono togliere da qui.
Tutto avviene nel tuo browser: nessun dato viene inviato da nessuna parte.
Perché è la prima cosa che si guarda quando un mouse nuovo sembra lento, quando si cambia configurazione, o quando qualcuno dice un numero e viene voglia di verificarlo. E perché farlo su una pagina che dichiara come misura è diverso dal farlo su una che mostra soltanto il risultato.
Un tentativo è nullo se il click arriva prima del verde. Fin qui è ovvio. È nullo anche se arriva meno di un decimo di secondo dopo, e questa è la parte che serve dire.
Sotto i cento millisecondi non è una reazione: è un anticipo andato bene per caso. Il segnale deve attraversare la retina, il nervo ottico e la corteccia visiva prima ancora che parta l’ordine di muovere il dito, e quel percorso ha una durata che nessuno accorcia. Senza quella soglia il modo di ottenere un buon punteggio sarebbe battere a caso, e la media finirebbe per premiare chi non sta reagendo affatto.
I tentativi nulli non entrano nella media, ma si contano e si vedono. Scartarli e basta vorrebbe dire poter battere a vuoto finché non esce un numero che piace, e mostrare la media di chi ha sbagliato tre volte come quella di chi non ha sbagliato mai.
Il verde arriva fra un secondo e mezzo e quattro secondi, sorteggiati ogni volta. La finestra comincia a un secondo e mezzo perché sotto si può contare: se l’attesa fosse sempre attorno a mezzo secondo, non si misurerebbe una reazione ma la capacità di prevedere un ritmo.
Il cronometro è performance.now(), che è monotono: non salta all’indietro quando il sistema
aggiusta l’ora da solo, cosa che con un orologio normale succede e darebbe un tempo negativo a chi
non ha sbagliato niente.
Quello che resta dentro il numero, e che da qui non si può togliere, è il ritardo del tuo schermo e quello del tuo mouse. Su un pannello a 60 Hz un fotogramma dura sedici millisecondi, e il verde non può apparire prima del fotogramma successivo. Vale per tutti allo stesso modo, quindi i confronti fra tentativi tuoi restano validi; confrontarsi con il numero di un altro su un altro schermo, un po’ meno.
E per la stessa ragione il colore cambia di scatto, senza dissolvenza: una transizione di un decimo di secondo finirebbe dentro il tempo di reazione di chiunque.
Tutto avviene nel tuo browser. Il record resta in memoria finché non ricarichi la pagina: non viene salvato da nessuna parte, e non c’è una classifica — un record che si conserva è una gara, e questa è una prova.
Dadi in notazione XdY, con modificatori, tieni i migliori, vantaggio e svantaggio, e la cronologia della serata.
Controlla che camera e microfono funzionino, con risoluzione rilevata e livello audio dal vivo. Niente viene registrato.
Premi un tasto e guardalo accendersi sul disegno. Mostra il codice del tasto, quanti ne stai tenendo insieme e quali hai già provato.