Converti file
I file non lasciano il tuo browser. Immagini, fogli, documenti e PDF entrano tutti insieme, e ognuno dice da sé in che cosa può diventare.
strumenti / da-doc-a-docx
Recupera testo e tabelle da un vecchio .doc e li mette in un .docx pulito. Legge anche gli RTF e le pagine web travestite da Word. Tutto nel browser.
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Recupera testo e tabelle in un docx pulito. Layout complessi, immagini e macro non passano. Per conversioni fedeli al pixel serve Word o LibreOffice.
Dal .doc binario escono testo e tabelle. Grassetto e corsivo si recuperano solo da RTF e pagine web.
Il file non lascia questa pagina: nessun caricamento, nessun server, niente salvato.
Lo stesso lavoro, altrove
Recupera testo e tabelle da un documento nel vecchio formato binario di Word e li scrive in un
.docx pulito. Legge anche i due file che a un .doc somigliano soltanto nel nome — gli RTF e
le pagine web salvate da Word — e da quelli recupera anche il grassetto e il corsivo.
Recupera testo e tabelle in un docx pulito. Layout complessi, immagini e macro non passano. Per conversioni fedeli al pixel serve Word o LibreOffice.
È scritta anche sopra il pulsante, perché è la cosa che bisogna sapere prima di convertire, non dopo aver aperto il risultato.
Un file chiamato .doc è spesso un RTF — è quello che producono i programmi che «esportano in
Word» senza avere Word — oppure una pagina HTML, se qualcuno ha usato «salva come pagina web».
Aprendoli con Word funzionano, e questo convince che siano documenti Word.
Questo strumento guarda i primi byte e dice cosa ha trovato prima di convertire. Dagli RTF e dalle
pagine web recupera anche la forma del testo; dal .doc binario recupera testo e tabelle, e basta.
In un .doc vero il testo e la sua forma stanno in due posti diversi: il testo in una tabella di
pezzi, le proprietà dei caratteri in una struttura a parte, dentro pagine di proprietà indicizzate
per posizione. È un secondo formato dentro il primo.
Prometterlo a metà sarebbe peggio che non prometterlo: un documento in cui il grassetto compare in tre punti su dieci è più difficile da correggere di uno in cui non compare affatto.
Non è una conversione fedele. Margini, colonne, intestazioni, piè di pagina, stili, elenchi numerati, interruzioni di sezione e caselle di testo non passano. Esce il contenuto, non l’impaginazione. Se il documento vale per come è impaginato, serve Word o LibreOffice.
Immagini e macro non passano. Le prime sono oggetti incorporati in formati che andrebbero decodificati uno per uno; le seconde sono codice, e questo strumento non le esegue né le trasporta.
I documenti protetti da password non si aprono, e i Word 6.0 o 95 nemmeno: hanno una struttura di testata diversa, fuori da quello che questa pagina promette. In tutti e due i casi si dice quale dei due è, invece di restituire un file vuoto.
Un documento da cui non esce nemmeno una parola viene rifiutato. Un .docx valido e vuoto è il
difetto peggiore di questa categoria, perché sembra riuscito.
Niente esce da questa pagina e niente viene salvato.
I file non lasciano il tuo browser. Immagini, fogli, documenti e PDF entrano tutti insieme, e ognuno dice da sé in che cosa può diventare.
Un vecchio foglio .xls diventa un .xlsx che si apre ovunque. Legge anche i CSV e le tabelle HTML travestite da Excel. Tutto nel browser, il file non esce.
Fotografie e scansioni in un PDF unico, una per pagina. Formato, orientamento e margini scelti da te. Tutto nel browser, i file non escono.